Vivere senza un pene

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vivere senza un pene

vivere senza un pene È quanto accaduto ad un reduce della guerra in Afghanistan, il quale aveva perso il suo organo sessuale, distrutto insieme all' area attorno al pene e all' inguine, nell' esplosione di una bomba durante un conflitto a fuoco, che lo aveva colpito proprio in mezzo alle gambe. Il problema emergente, in casi come questi, oltre a quello di tamponare l' emorragia ed assicurare la diuresi, è quello di trovare presto un donatore, cosa non facilissima, perché questi deve essere appena deceduto, deve essere sano, di età, di fisionomia e di etnia idonea a quella del ricevente, si deve ottenere il consenso dei familiari al vivere senza un pene ed intimo prelievo, e soprattutto i due soggetti debbono risultare immunologicamente compatibili.

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Ebbene, negli Usa è stato compiuto il miracolo, ed alcune settimane fa, il 26marzo scorso, al Johns Hopkins University Hospital di Baltimora, nel Maryland, è stato individuato un donatore perfetto, ed il suo pene, insieme allo scroto, è stato trapiantato sul militare americano ed il bollettino medico conferma che l' intervento, il primo al mondo per la sua estensione e complessità, durato ben 14ore, è riuscito perfettamente, il paziente sta bene e dovrebbe tornare a casa in settimana.

Il team di chirurghi statunitensi si era preparato da cinque anni a questa complicata operazione, allenandosi naturalmente solo su cadaveri, con test di funzionalità vitale sensitiva, neurologica e motoria, e perfezionando la tecnica interventistica nei minimi dettagli in attesa di un evento traumatico ed accidentale che sarebbe potuto avvenire su un vivere senza un pene sano, cosa che è puntualmente accaduta.

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Non solo. Il militare ricevente, del quale non è stata rivelata l' identità, ha ricevuto anche una infusione di midollo spinale con cellule staminali del donatore, nel tentativo di prevenire possibili future crisi di rigetto e rendere quindi l' organo impiantato armonico con il resto dell' organismo anche dal punto di vista immunologico.

Gli 11 specialisti chirurghi che si sono alternati in sala operatoria si sono dimostrati fiduciosi, poiché avendo ricollegato alla perfezione tutti i vasi sanguigni, i nervi tattili, sensitivi e motori, oltre a quelli erigendi dell' organo, inclusi i condotti seminali spermatici e prostatici, prevedono vivere senza un pene recupero funzionale totale del pene impiantato, che ha già ripreso a vivere ed a pulsare.

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È necessario precisare che il militare ricevente non sarà vivere senza un pene grado di avere figli biologici, perché all' interno del nuovo scroto non sono stati trapiantati i testicoli del donatore, sostituiti con due protesi al silicone, soprattutto perché se quest' vivere senza un pene un domani fosse stato in grado di vivere senza un pene, il bambino che sarebbe nato avrebbe avuto il Dna del donatore deceduto, cioè sarebbe stato procreato un figlio appartenente geneticamente a lui, cosa questa considerata inaccettabile dalle linee guida mediche internazionali, pur essendo questo un aspetto etico sul quale ci si sta interrogando.

Comunque stiamo parlando della realizzazione di un grande evento nella storia della chirurgia genitale ricostruttiva con soli due esempi nel mondo, relegando questa procedura di Baltimora nel campo delle rarità mediche. Precedenti di trapianto di pene sono infatti avvenuti nel in Cina su un sessantaquattrenne che aveva i migliori stimolatori dellerezione l' organo per un tumore, e nelall' Università del South Africa, su un soggetto giovane che ne aveva subito l' amputazione per le complicazioni di una circoncisione, e che ha successivamente avuto addirittura un figlio, ma nessun pene era mai stato trapiantato insieme allo scroto.

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Questo tipo di intervento viene ritenuto ancora di estrema complessità, se soltanto si pensa alla delicata e multipla funzione di questo prezioso organo di riproduzione maschile, collegata, oltre che alla attività diuretica, anche e soprattutto all' identità sessuale e psicologica, ed al ripristino della virilità di una persona, e vivere senza un pene tipo di pazienti trapiantati debbono necessariamente essere assistiti da un intero team di psicologi e di psichiatri, per aiutarli ad accettare e naturalizzare come proprio un organo che nell' uomo influisce fortemente sul suo equilibrio psicologico.

In casi come questi invece il corpo e la mente si trovano a dover collaborare ancora di più insieme per integrare il nuovo vivere senza un pene, per non rifiutarlo, per accettarlo e sentirlo come proprio, cosa che vivere senza un pene sempre accade, al punto che il primo paziente al quale erano state trapiantate negli Usa entrambe le mani, dopo un anno di tribolazioni e di sedute psicologiche, ne ha chiesto ed ottenuto l' espianto, preferendo restare monco piuttosto che convivere quotidianamente con la sensazione di avere due corpi estranei attaccati agli avambracci, non essendo mai riuscito a percepirle come sue, benché molto ben funzionanti.

Potenzialmente il trapianto di pene avrebbe un numero non proprio irrilevante di candidati, e secondo i dati presentati nei giorni scorsi al Congresso sulle Tecniche Ricostruttive Genito-Urinarie che si è svolto al Policlinico di Tor Vergata a Roma, sono migliaia gli uomini nel mondo che per amputazioni dovute a malattie od incidenti vivono senza l' organo genitale, ed il problema è particolarmente sentito negli Stati Uniti, dove gli incidenti con mine e bombe in Iraq e Afghanistan hanno provocato la mutilazione di centinaia di soldati operanti sui campi minati.

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Molti specialisti in trapianti sono contrari a questa rara procedura di impianto, poiché ritengono che il gioco non valga la candela, dato vivere senza un pene i genitali non sono considerati organi vitali, che l' intervento comporta l' assunzione di farmaci anti rigetto a vita, le cui conseguenze possono essere pesanti.

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